
JOtrend
HR & recruiting trend in Italia

Il mercato del lavoro italiano mostra speranzosi segnali di consolidamento. Nel primo trimestre del 2025, gli occupati hanno superato i 24,3 milioni, con un tasso di occupazione al 62,8% – il dato più alto dal 2004 a oggi (ISTAT, luglio 2025).

Fonte: ISTAT – CS Occupati e Disoccupati, luglio 2025 (PDF ISTAT)
L’incremento rispetto all’anno precedente è evidente, ma dietro questa apparente stabilità si cela una sfida molto complessa: la crescente difficoltà per le imprese nel reperire personale qualificato. Oltre il 78% delle aziende italiane segnala una forte carenza di talenti, soprattutto nei settori tecnici, digitali e ad alta specializzazione.
In questo scenario di apparente paradosso – più occupati, ma meno competenze disponibili – le Risorse Umane diventano una funzione aziendale strategica per la crescita di aziende e candidati.
Il match non è più un punto d’arrivo, ma l’inizio di un processo evolutivo che si fonda sulla chiarezza dell’offerta – ruolo, percorso e tecnologie adottate – sulla capacità di ascoltare bisogni personali e professionali e su un’esperienza di selezione trasparente e rispettosa.
Le previsioni per il 2026 indicano un’accelerazione di trend già in atto: automazione dei processi HR attraverso l’Intelligenza Artificiale, richiesta crescente di benessere e flessibilità, bisogno di formazione continua per affrontare la transizione digitale ed ecologica, attenzione all’inclusione generazionale e culturale e rinnovata centralità delle soft skill.
Il mondo del lavoro, quindi, continua a cambiare. Interpretare questi segnali è il primo passo per progettare il futuro, anticipandone le sfide.
Cosa troverai in questa guida
- Intelligenza Artificiale nei processi HR
- Benessere psicofisico e work-life balance
- Formazione continua, reskilling e upskilling
- Gestione multigenerazionale
- Personalizzazione dell’esperienza e Employer Value Proposition
- Selezione “skill-based”: cos’è cambiato
- Inclusione ed equità: cultura, processi e onboarding
I trend HR che stanno trasformando il lavoro: scenari 2026
Nel 2026 il mondo del lavoro sarà attraversato da cambiamenti sempre più profondi, guidati da trasformazioni tecnologiche, sociali e culturali. Le Risorse Umane si troveranno a ricoprire un ruolo sempre più strategico, accompagnando aziende, lavoratori e territori in un’evoluzione che richiede adattabilità, visione collettiva e nuovi strumenti.
In questo approfondimento troverai i trend HR & Recruiting per il 2026 secondo JObros. Non solo: dove possibile, troverai anche dei prompt di Intelligenza Artificiale pronti all’uso, pensati per ridurre l’operatività e lasciare maggiore spazio alle azioni di valore.
I JOtrend sono il risultato di competenze condivise tra JObros e le società della holding ErgonGroup, Upskill e Resolve, che operano nel settore e si impegnano a portare valore al territorio e alle comunità.
Questa è quindi una guida pratica, creata per affrontare le sfide HR legate al recruiting di oggi e del futuro, raccontata da chi lavora ogni giorno sul campo.
1. Intelligenza Artificiale nei processi HR: efficienza e responsabilità
Partiamo dall’elefante nella stanza: l’Intelligenza Artificiale.
L’introduzione sempre più pervasiva dell’IA sta rivoluzionando il recruiting: dall’analisi dei CV al confronto con la job description, fino alla costruzione di tabelle comparative sui requisiti hard per velocizzare la preselezione.
Non solo: è funzionale anche nella preparazione dei candidati, per esempio generando lettere di presentazione mirate, individuando parole chiave mancanti e simulando domande d’intervista coerenti con il profilo e il ruolo.
Accanto ai vantaggi emerge però l’esigenza di governare gli strumenti: occorre consapevolezza del linguaggio HR e delle sue sfumature nella lingua italiana, supervisione umana durante lo screening e azioni correttive per ridurre i bias.
Nel 2026 l’IA sarà un alleato potente se inserita in processi chiari, tracciabili e rispettosi della privacy, nei quali la tecnologia accelera e le persone decidono.
👉 Risorse utili: Intelligenza Artificiale per gli HR e il Recruiting
🧠 Approfondimento
Nell’ambito della selezione, la valutazione umana può essere efficacemente affiancata da strumenti digitali di assessment delle competenze.
Questi test permettono di analizzare in modo accurato le soft e hard skill dei professionisti, offrendo alle aziende dati oggettivi e confrontabili tra i candidati.
Integrare l’Intelligenza Artificiale in questo processo aggiunge un ulteriore livello di analisi: l’IA può interpretare i risultati degli assessment e individuare automaticamente i profili più in linea con le competenze richieste dal ruolo, generando report basati su dati reali e non su percezioni.
In questo modo, le organizzazioni possono prendere decisioni più consapevoli, ridurre i bias e valorizzare i talenti sulla base di dati concreti, trasformando la tecnologia in un alleato strategico per la scelta delle persone giuste.
2. Benessere psicofisico e work-life balance: una nuova priorità organizzativa
Il lavoro ibrido si consoliderà, ma non in modo uniforme. Le organizzazioni più grandi tenderanno a definire regole stabili, con oscillazioni tra presenza e remoto per gestire picchi e cali di attività. Le realtà medio-piccole, più snelle sui costi di struttura e spesso proiettate su mercati differenti, spingeranno invece su modelli ibridi stabili.
Il benessere, però, non sarà più un extra, ma un criterio capace di orientare la scelta dei candidati fin dalle prime fasi.
La possibilità di smart working, la gestione sostenibile dei carichi, tempi realistici e politiche di welfare concrete diventano filtri preliminari per decidere se intraprendere un iter di selezione.
Nel 2026 sarà quindi necessario spostare il baricentro dal controllo fisico alla performance, ripensando onboarding, strumenti collaborativi e criteri di valutazione in una prospettiva basata sulla responsabilizzazione e sui risultati.
La retention passerà invece dalla capacità di anticipare i segnali di malcontento, intervenire con flessibilità e costruire un clima organizzativo sano, nel quale la persona percepisca ascolto, rispetto e stabilità di visione.
👉 Risorse utili: Fidelizzare i dipendenti: quando il welfare non basta
✨ Prompt IA – Benessere psicofisico e work-life balance
Copia e incolla questo prompt nel tuo strumento di IA preferito.
Agisci come HR Analytics Expert.
Analizza dati anonimizzati e aggregati relativi a:
- Collaborazione tra team: numero di meeting e condivisione di documenti, senza indicare i nomi dei partecipanti.
- Produttività: numero di task completati, tempi medi di consegna e risultati rispetto agli obiettivi.
- Engagement dei dipendenti: percentuali di partecipazione a sondaggi o formazione e punteggi medi di soddisfazione.
Output previsti:
- Una dashboard sintetica con i trend chiave relativi a produttività, collaborazione ed engagement.
- Evidenziazione di criticità, punti di forza e anomalie.
- KPI aggregati: livello di collaborazione per team, tempo medio di completamento dei task ed engagement medio.
- Raccomandazioni pratiche per migliorare collaborazione ed engagement negli ambienti di lavoro ibridi.
3. Formazione continua, reskilling e upskilling: le competenze al centro
La velocità dell’innovazione, insieme alla transizione green, rende indispensabile aggiornare sia le competenze in ingresso sia quelle già presenti all’interno delle organizzazioni.
Ecco perché le aziende che anticipano il cambiamento investono in percorsi strutturati on the job, riqualificazione mirata e aggiornamento continuo, spesso sostenuti da finanziamenti pubblici.
Negli scenari caratterizzati da mismatch, le Talent Academy offrono una risposta concreta: si tratta di percorsi di selezione e inserimento rivolti a profili ideali, non necessariamente già specializzati.
L’inserimento passa infatti attraverso la formazione di profili su misura rispetto ai fabbisogni reali dell’azienda. Questo approccio riduce il rischio di turnover e migliora la retention.
Oltre alle competenze tecniche e digitali, diventano necessarie capacità trasversali come adattabilità, proattività e autonomia nella gestione di processi e strumenti. Sono queste le leve che consentono di affrontare ruoli in evoluzione e contesti dinamici.
👉 Risorse utili: Academy aziendali: cosa sono, come crearle e i finanziamenti
✨ Prompt IA – Skill obsolescence e formazione personalizzata
Copia e incolla questo prompt nel tuo strumento di IA preferito.
Agisci come HR Analytics & Learning Expert.
Analizza i dati dei dipendenti per identificare gli skill gap e suggerire azioni strategiche per la gestione del personale. Usa dati protetti e anonimizzati quando necessario, assicurandoti che ogni raccomandazione rispetti la privacy.
Input:
[Incolla una tabella anonima contenente una lista dei dipendenti con ID interno, team o ruolo, skill possedute e relativo livello; trend di settore e skill emergenti; obiettivi di business e competenze strategiche richieste.]Output richiesto:
1. Mappatura degli skill gap per dipendente
- Skill mancanti rispetto alle competenze richieste dal ruolo.
- Identificazione dei dipendenti idonei a percorsi di reskilling.
- Evidenziazione delle skill critiche assenti, per le quali potrebbe essere necessario inserire nuove figure.
2. Dashboard aggregata per manager
- Percentuale di skill gap per team o area.
- Priorità degli interventi di reskilling o dell’inserimento di nuove figure.
- Grafici testuali o visivi, come bar chart e heatmap, senza esposizione di dati personali identificabili.
3. Raccomandazioni operative per HR
- Percorsi di reskilling personalizzati per i dipendenti idonei.
- Indicazioni sui ruoli per i quali è necessario assumere nuove figure.
- Suggerimenti sulle modalità di erogazione: corsi online, workshop, mentoring e affiancamento.
Assicurati che tutti i dati personali siano trattati secondo le regole del GDPR e che i report possano essere condivisi con manager e team senza esporre informazioni sensibili.
4. Gestione multigenerazionale: cinque generazioni, un solo ecosistema
Già oggi, e ancora di più nel prossimo futuro, nello stesso contesto lavorativo coesisteranno più generazioni con aspettative differenti.
I più giovani cercheranno flessibilità, appartenenza e percorsi di crescita. I profili più maturi daranno invece maggiore valore alla stabilità, all’equilibrio e al riconoscimento dell’esperienza.
Come costruire sinergia? Conoscendo a fondo il contesto e le persone: mettendo in luce le differenze per individuare punti comuni, aggiornando le competenze dei profili senior, sostenendo i junior e curando il fit culturale già durante la selezione.
I modelli di mentoring bidirezionale e gli spazi di confronto strutturati saranno indispensabili per raggiungere questo obiettivo. Si tratta di una modalità efficace per valorizzare il know-how e le esperienze di tutte le generazioni presenti in azienda.
Invece di adottare un approccio unidirezionale, nel quale soltanto i più esperti insegnano ai più giovani, questo modello prevede uno scambio reciproco di conoscenze.
I profili senior offrono la propria esperienza, mentre i più giovani portano una prospettiva nuova, insieme a competenze legate alle tecnologie emergenti.
Inoltre, creare spazi di confronto strutturati, come gruppi di discussione e workshop, previene il rischio di stereotipi e migliora la comprensione reciproca.
👉 Risorse utili: Guida alla Generazione Z nel mondo del lavoro
👉 Risorse utili: Age Management: cos’è e perché è importante nelle aziende
✨ Prompt IA – Modello di mentoring bidirezionale
Copia e incolla questo prompt nel tuo strumento di IA preferito.
Analizza i seguenti profili anonimi di dipendenti.
Input:
[Incolla una tabella anonima contenente ID, competenze e interessi dei dipendenti.]Output richiesto:
Suggerisci possibili abbinamenti di mentoring intergenerazionale tra i profili, indicando:
- ID del mentor e ID del mentee.
- Motivazione del match, basata su competenze complementari e interessi comuni.
- Breve suggerimento operativo per avviare il percorso di mentoring.
5. Personalizzazione dell’esperienza e Employer Value Proposition: attrarre con valori e purpose
Personalizzare l’esperienza di selezione non significa trattare ogni persona come un caso isolato, ma disegnare pacchetti e percorsi calibrati sulle diverse famiglie professionali.
I benefit da proporre, per essere equi e sostenibili, devono essere pensati in base al ruolo e al contesto operativo, lasciando spazi di adattamento quando necessario.
Inoltre, la definizione fin dall’ingresso di traiettorie di crescita realistiche e verificabili diventa una leva potente per attrarre le persone e mantenere vivo il loro engagement nel tempo.
In un mercato caratterizzato dalla scarsità di competenze, la proposta di valore deve essere concreta e comprensibile fin da subito: ruolo, percorso di crescita, tecnologie adottate e direzione strategica dell’azienda devono essere comunicati con trasparenza.
Oltre alla retribuzione e alla stabilità, assumono sempre più importanza il purpose, la cultura aziendale, la sostenibilità e le opportunità di apprendimento.
Non bisogna però dimenticare che un’EVP credibile nasce dall’allineamento tra l’immagine del brand, online e offline, e la realtà organizzativa.
La prima vetrina HR è infatti la comunicazione esterna: visibilità, chiarezza e coerenza accelerano l’incontro tra impresa e persona.
👉 Risorse utili: Strategie di Employer Branding per le aziende
✨ Prompt IA – Personalizzazione dell’esperienza
Copia e incolla questo prompt nel tuo strumento di IA preferito.
Sei un assistente HR AI.
Aiuta a progettare percorsi di sviluppo e pacchetti di benefit per i dipendenti, basandoti esclusivamente su informazioni aggregate e anonime relative a ruolo, competenze e aspirazioni dichiarate.
Non utilizzare dati personali identificabili.
Output richiesto:
Per ogni ruolo, genera una tabella con le seguenti colonne:
Ruolo.
Sintesi delle principali esigenze dei dipendenti.
Percorso di sviluppo consigliato.
Benefit suggeriti.
Priorità operative per le Risorse Umane.
Mantieni le raccomandazioni pratiche e operative, rendendole utili per prendere decisioni strategiche relative allo sviluppo, alla motivazione e alla retention dei dipendenti.
6. Selezione “skill-based”: cos’è cambiato
Il processo di selezione evolve verso la valutazione delle competenze effettive. Simulazioni, prove pratiche, portfolio e assessment center affiancano, e in alcuni casi superano, la lettura tradizionale del CV.
La candidate experience ideale diventa più snella e intuitiva, con momenti di feedback continui e modalità anche gamificate, capaci di ridurre la percezione di arbitrarietà.
Oltre alle competenze tecniche, verrà posto un focus crescente sulle soft skill, in particolare nei ruoli professionali nei quali il lavoro di squadra è determinante per la produttività.
Durante la fase di assessment verranno quindi valutate capacità come:
- 🤝 Collaborazione e attitudine al lavoro in team.
- 💬 Comunicazione efficace con colleghi e supervisori.
- 🧩 Problem solving pratico in contesti condivisi.
- 🔄 Flessibilità e adattabilità ai processi aziendali.
Strumenti come simulazioni di task di gruppo e role play permettono di osservare concretamente queste competenze in azione.
Questo approccio consente di scegliere i candidati non solo in base a ciò che sanno fare, ma anche in base a come sanno farlo insieme agli altri, favorendo una maggiore integrazione nel team e un contributo positivo alla cultura aziendale.
👉 Risorse utili: Guida alle soft skill
7. Inclusione ed equità: cultura, processi e onboarding
Costruire ambienti equi e inclusivi richiede continuità: formazione per riconoscere i bias, una leadership capace di valorizzare team diversificati e progetti mirati, costruiti a partire da una conoscenza profonda delle proprie risorse.
L’integrazione dei percorsi migratori si rafforza attraverso partnership tra pubblico, privato e terzo settore.
All’interno dell’azienda, però, passa anche da onboarding personalizzati, sportelli di ascolto e tutoraggio interculturale: strumenti semplici che accelerano la comprensione del contesto e rafforzano il senso di appartenenza.
Uno scenario complesso ma ricco di opportunità
Il 2026 si preannuncia come un anno di grandi sfide, ma anche di grandi possibilità.
Le organizzazioni che sapranno leggere i segnali del cambiamento, investire sulle persone e innovare i propri modelli saranno quelle capaci di governare l’incertezza e generare valore duraturo, per sé stesse e per il contesto in cui operano.
Chi guida le Risorse Umane e la selezione ha oggi la possibilità di trasformare il paradosso in un vantaggio competitivo: rendere la tecnologia abilitante, la formazione un’abitudine, la flessibilità una cultura e l’inclusione un pilastro dell’organizzazione.
È un obiettivo raggiungibile, non senza qualche difficoltà lungo il percorso, ma speriamo che i JOtrend siano stati per voi uno strumento utile per vedere più chiaramente lo scenario e dissipare alcune incertezze.
Buon lavoro a tutti!
Potenzia il tuo team con i talenti giusti
Trova i professionisti che rispondono alle tue esigenze e fanno crescere la tua azienda.
📚 Bibliografia e fonti
- ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica
Il mercato del lavoro – I trimestre 2025. - OECD – Employment Outlook 2024
Consulta la fonte OECD. - World Economic Forum – The Future of Jobs Report 2025
The Future of Jobs Report 2025. - McKinsey & Company – The Future of Work in Europe
The Future of Work in Europe. - Deloitte – Global Human Capital Trends 2025
2025 Deloitte Human Capital Trends. - European Commission – Skills Panorama
Consulta Skills Panorama. - Harvard Business Review – Talent Management
Consulta la sezione Talent Management. - CEDEFOP – European Centre for the Development of Vocational Training
Consulta il sito CEDEFOP. - Gartner – HR Technology and People Analytics
Consulta Gartner Human Resources.