Come dare feedback a candidati e candidate nel processo di selezione, e perché è importante farlo

Come dare feedback? Qual è il momento migliore per informare le persone coinvolte in una selezione sull’esito dei colloqui? Come confrontarsi al meglio e dare consigli costruttivi? E soprattutto, perché è davvero così importante farlo?

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È fondamentale saper dare un riscontro costruttivo senza incorrere nel rischio di farlo sembrare un giudizio sulla persona. Solo in questo modo il feedback risulterà essere come un regalo, una forma di “nutrimento” in grado di portare alla crescita e alla consapevolezza. L’apertura mentale dalla parte di chi seleziona e della persona candidata è fondamentale: entrambe le persone devono essere aperte al dialogo dimostrandosi pronti ad ascoltare le motivazioni altrui.

Proprio per questo è essenziale comprendere la differenza tra fatti e opinioni:

  • Fatti: valutazioni basate sull’esperienza e sull’osservazione.
  • Opinioni: esprimono sentimenti, emozioni e giudizi.

Il riscontro comunicato non deve mai essere condizionato da sensazioni soggettive e prime impressioni; deve basarsi esclusivamente sull’esperienza, sulla dialettica utilizzata e sulle competenze espresse durante il colloquio. Solo in questo la persona candidata non si sentirà sotto giudizio e apprezzerà i suggerimenti ricevuti per il proprio futuro professionale.

Non esiste una formula univoca e universalmente riconosciuta; è certo però che la persona candidata merita una risposta completa e giustificata visto l’impegno e il tempo dedicato per effettuare la candidatura e per partecipare al colloquio.

Tre sono i momenti più opportuni per dare dei suggerimenti e consigli:

  1. Prima del colloquio
    In alcuni contesti, si ritiene utile fornire un primo riscontro già dopo l’invio della candidatura, attraverso un messaggio di posta elettronica automatizzato ma curato nei dettagli. Questo messaggio conferma la ricezione della candidatura e ha l’obiettivo di trasmettere attenzione e accoglienza. Un approccio che può coinvolgere, rassicurare e favorire un’attesa più serena in vista di una risposta.

  2. Dopo il primo colloquio
    Molto più spesso, il riscontro viene dato o richiesto subito dopo il primo colloquio. Giocare a carte scoperte e comunicare un feedback senza lasciar scorrere troppo tempo è fondamentale per nutrire la relazione che si sta sviluppando tra le parti. È importante che questo feedback includa un ringraziamento per il tempo dedicato, alcuni aspetti oggettivi e positivi dell’incontro e delle indicazioni chiare sui prossimi step della selezione.

  3. A chiusura della selezione
    Il confronto più importante avviene nel momento della chiusura della selezione, quando viene comunicato l’esito finale. Sia in caso di scarto che di scelta, è essenziale comunicare le motivazioni della decisione presa. Nel caso in cui l’esito sia negativo, dopo aver sottolineato i punti di forza della persona candidata, è importante mettere in evidenza quali aspetti hanno portato alla scelta di un altro profilo.


Sono diverse le modalità per comunicare un feedback alla persona candidata e la scelta non può che risiedere nelle impressioni, nelle intenzioni e nel modus operandi di chi ha compiuto la selezione.

  • Incontro di persona

    Qualora si volesse cercare di instaurare una relazione professionale basata sulla trasparenza e sul confronto costruttivo, un incontro di persona sarebbe la scelta più adatta da compiere. Da prediligere soprattutto per alti profili e posizioni manageriali.


  • Comunicazione via mail
    Anche una mail ben costruita può rivelarsi uno strumento di comunicazione molto efficace, se personalizzata e quanto più dettagliata possibile.

  • Chiamata telefonica
    È la soluzione preferita : permette di comunicare al meglio impressioni e valutazioni, nonché consente di approfondire le percezioni delle persone candidate sulla loro esperienza di selezione.

Dare un riscontro oggettivo e costruttivo è una buona abitudine che chi si occupa di selezione del personale dovrebbero avere, in quanto può determinare la percezione della persona candidata non solo sull’esperienza di selezione, ma anche sull’azienda.

Diversi dati raccolti da Inrecruiting, azienda specializzata in software per la selezione, dimostrano gli effetti collaterali di un’esperienza di selezione positiva o negativa.

In caso di esperienza positiva:

  • Il 65% delle persone candidate rifiutate prenderà in considerazione l’azienda per collaborazioni future.
  • Il 38% di chi ha avuto un’esperienza positiva accetterebbe volentieri la posizione qualora venisse proposta.
  • Il 77% condividerà l’esperienza con conoscenti.

In caso di esperienza negativa:

  • Il 72% condividerà l’esperienza negativa con il proprio network parlando negativamente dell’azienda.
  • Il 44% non si affiderà all’azienda in caso di necessità future (es: acquisto prodotti del brand).
  • Il 25% scoraggerà altre persone dal candidarsi presso l’azienda.

Dare un riscontro e mantenere la persona al centro del processo di recruiting è fondamentale per alimentare un’impeccabile employer branding, incentivando al confronto costruttivo, a un’oggettiva presa di coscienza dei propri punti di forza e di ciò che può essere migliorato in vista del futuro professionale.