Test colloquio di lavoro: la tendenza del momento

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Avere la possibilità di fare un colloquio di lavoro è sempre una grande soddisfazione. HR recruiter è rimasto colpito dal curriculum e dalla lettera di presentazione e cercherà di raccogliere quante più informazioni possibili al momento dell’incontro. Cosa succede se l’esito della selezione viene dettato da un test?

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Durante i colloqui di lavoro, sempre più spesso avviene una valutazione delle soft skills e di aspetti psicologici attraverso piccoli test che mettano in luce il carattere e le attitudini delle persone. I primi incontri con la funzione HR sono sempre momenti di grande tensione e aspettative e, per questo, l’utilizzo di alcuni test nel colloquio di lavoro può rivelare atteggiamenti e comportamenti inaspettati.

L’amministratore delegato di Xero Australia, Trent Innes, ha rivelato, in una recente intervista alla testata inglese “Mirror”, come decide di assumere un potenziale dipendente. All’arrivo della persona candidata presso l’azienda, si presenta e lo accompagna in un breve giro della struttura: lo porta fino alla cucina e gli offre una tazza di caffè. L’aspirante dipendente raggiunge dunque l’ufficio in cui si terrà l’effettivo colloquio portando con sé la tazza. Concluso il meeting, al momento del congedo, il comportamento della persona detterà la scelta finale dell’amministratore delegato.

Si proporrà di portare la tazza nella cucina in cui l’ha presa o la lascerà nell’ufficio il cui si è svolto il colloquio?

La cucina e tutto l’edificio dei Xero Australia si presentano come luoghi estremamente ordinati e puliti. Se l’ordine è percepito come una caratteristica alla base della cultura aziendale, si proporrà di riporla al suo posto.

Curriculum e colloquio da soli non bastano: secondo Trent Innes, a dettare l’esito della selezione è lacapacità di adattarsi all’ambiente in cui ci si trova, prendendo l’iniziativa. “Questo test non sbaglia mai e il lavoro viene proposto solo alle persone che si dimostrano educate!” rivela Innes.

Ma il test del caffè non è l’unico trucco psicologico attuato durante la selezione del personale; il candidato viene messo alla prova anche con test colloqui di lavoro.

  1. L’hiring manager prende il posto della receptionist all’arrivo dell’aspirante risorsa mettendola alla prova per analizzare il suo profilo. Capita non di rado, infatti, che le persone candidate trattino con maleducazione le receptionist, considerate senza alcuna autorità all’interno dell’azienda. Ma è proprio la gentilezza indiscussa che premia incondizionatamente!

  2. Un’improvvisa presentazione al team di cui la persona potrebbe far parte rivela nell’immediato la sua propensione al lavoro di squadra e a una facile integrazione.

  3. Il ritardo nell’inizio del colloquio e un brusco aumento del tono, infine, permettono di valutare la stabilità emotiva in situazioni stressanti e inusuali, nonché la tranquillità nella gestione di circostanze paradossali.


Non solo atteggiamenti fuori dalle righe! Durante i colloqui i candidati possono essere messi alla prova anche con alcuni strumenti strutturati utilizzati per una valutazione più approfondita. Questi test sono strumenti in grado di mostrare una panoramica più completa della personalità e dei comportamenti e si dividono in diverse categorie.

I test attitudinali e cognitivi sono utilizzati per valutare le capacità mentali e il potenziale di una persona candidata. Attraverso prove di ragionamento logico, numerico e problem solving, permettono di comprendere come un individuo affronta situazioni complesse e prende decisioni. Sono particolarmente diffusi nei processi di selezione per ruoli analitici e strategici, dove è fondamentale la capacità di pensiero critico.

I test di personalità analizzano il comportamento, le attitudini e lo stile relazionale delle persone candidate. Strumenti come il modello Big Five consentono di individuare tratti caratteriali come estroversione, gradevolezza, coscienziosità, stabilità emotiva, apertura mentale. Questi test sono fondamentali per valutare il fit culturale con l’azienda e prevedere come una persona si integrerà nel team.

I test psicoattitudinali offrono una valutazione completa di capacità cognitive e comportamentali. Strumenti come il GAT-2 misurano abilità logiche, di apprendimento e adattamento, mentre gli SJT (Situational Judgement Test)misurare l’atteggiamento e il comportamento in diversi scenari in cui bisogna affrontare e risolvere problematiche. Sono tra i test più utilizzati nei moderni processi di selezione perché restituiscono una visione globale del profilo.

I test tecnici e professionali servono a verificare in modo concreto le competenze specifiche richieste per un ruolo. Possono includere prove pratiche, test di lingua o case study legati al settore di riferimento. Questi strumenti permettono alle aziende di valutare in maniera oggettiva cosa sa fare davvero un candidato e la sua capacità di applicare le conoscenze nella pratica.


Arrivare preparati al colloquio di lavoro, e dimostrarsi fin dal primo momento rispettosi e propensi all’adattamento, è fondamentale per ottenere un feedback positivo.

Sono molteplici le caratteristiche che vengono indagate in occasione della selezione del personale. Ad esempio, particolare attenzione alle presentazioni online, alla Digital Reputation sul web e ai risultati di test psicoattitudinali online. Ma non solo: mettono alla prova l’atteggiamento delle persone anche nelle risposte via mail e nel corso del colloquio di lavoro online.

E tu, hai mai dovuto affrontare qualche test col colloquio di lavoro?

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